Una pandemia da non dimenticare

Oggi è il World Aids Day, e il mondo vedrà la fine di questa malattia entro il 2030.
O quantomeno questo è l’impegno collettivo che ci si è dati a livello globale, impegno che però tardiamo a mantenere.

Nel mondo le situazioni sono le più variegate: dove l’epidemia è sotto controllo, dove c’è tracciamento dei contagi e dove invece l’AIDS, la sindrome da immunodeficienza acquisita, miete centinaia e centinaia di vittime. Le radici di questo problema sono molteplici.

Prima fra tutte non possiamo non parlare della disparità sociale dettata da povertà, colonialismo, guerre e prevaricazione, che porta alla mancanza delle infrastrutture adatte a poter prevenire tutte queste morti.

In secondo luogo viene però il fattore sociale: la sessuofobia radicata retrograda e bigotta, la paura della teoria gender che parlerà ai “nostri figli” nelle scuole, che non permette alle giovani generazioni di avere una formazione alla sessualità ed affettività, essenziale non solo per la minore diffusione di malattie sessualmente trasmissibili, ma anche per il contrasto alle disparità di genere e alla violenza in generale.

Al di là della malattia però ci sono le persone, tuttə coloro che ad oggi sono sieropositivə e che vivono uno stigma invadente.

Dal bacio del Dottor Fernando Aiuti nel 1991 ad oggi molte cose sono cambiate: sono state scoperte cure per contenere i danni del virus HIV così come terapie per evitare il contagio con l’atto sessuale, i profilattici sono migliori ogni giorno (e per l’Amor di Mike, usateli!) ed in generale, almeno in Europa, non si muore più di AIDS se si diagnostica in tempo la positività.

Il nostro invito è quindi uno: parliamone e testiamoci, rompiamo lo stigma, strappiamo il tabù.

La sessualità è nostra e dev’essere usata in modo consapevole, riprendiamoci i nostri corpi sieropositivi e torniamo ad essere umanə e ad amarci.

Ma rompiamo anche il tabù della povertà e dello sfruttamento colonialista, rompiamo il silenzio sulle cause della disparità sociale, rompiamo uno status quo che è ormai ben oltre la data di scadenza.

NdR: Conosci la differenza tra HIV e AIDS? Sai cosa è la PrEP? Per saperne di più un buon punto di partenza è la sintesi sviluppata dalla LILA (Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids).

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