Discorso Pappale di Buon 2020

Vi proponiamo la dedica di Pappessa Scialatiella Piccante I alla Ciurma Pastafariana per l’inizio anno. Sotto il video, il testo integrale.

Carissimi pirati,

due polpette in gola mi hanno impedito di pronunciare prima di oggi gli auguri per un gustoso anno nuovo. In compenso molto più spirito è stato versato sulle mie parole.

Sono stati giorni satolli, in cui abbiamo bevuto e mangiato. Ditemi un po’, è capitato anche a voi di sedere a tavola con qualcuno che vi ha considerati ospiti o quasi scaltri usurpatori di festività che non ci appartengono? Cosa avete risposto? Avete ricordato, vero, che tutte le feste sono pastafariane? Non dimenticatelo: all’origine l’umanità era pirata e pastafariana, viveva un’economia di scambio, dono e festa. Le molte religioni che si sono diffuse hanno preso avvio dalle storie fantastiche narrate nel corso di quelle epoche remote, così, solo così, hanno sviluppato le molteplici tradizioni e varianti che oggi conosciamo.

La domanda allora potrebbe essere: è per festeggiare che i pirati pastafariani sono usciti allo scoperto? Ma no. Non solo!

Dando vita all’associazione Chiesa Pastafariana Italiana, i pirati fondatori hanno avviato un processo formale e burocratico con il quale chiedere l’intesa allo Stato: volevano, vogliono, vogliamo ottenere i privilegi riconosciuti ad altri culti.

Ma vogliamo solo questo???

Siccome per l’anno nuovo si esprimono desideri, direi che privilegi in ambito fiscale ed educativo non ci bastano. Nell’esatto momento in cui il Profeta annunciò al mondo la più antica esistenza del Pastafarianesimo, ci siamo dati l’implicito, ardito obiettivo di avere anche noi la possibilità di ispirare la società negli usi, nei costumi e nei valori.

In molti aspetti vogliamo essere come le altre religioni perché siamo come le altre religioni, ma in tante altre cose non vogliamo essere come loro e vogliamo che il mondo somigli più a noi che a loro, perché noi siamo decisamente più unti e sapidi.

Vogliamo un mondo che giudichi sacre tutte le forme di amore, anche se altre chiese le condannano.

Vogliamo un mondo in cui le persone possano decidere come raggiungere il Vulcano di birra, anche se altre religioni sostengono che la vita appartenga a dio e che solo lui possa stabilire quando riprendersela.

Vogliamo un mondo in cui le persone possano disporre del proprio corpo, anche se ci sono altre religioni che sostengono che i corpi sono destinati dalle loro biologie a incarnare determinati compiti.

Il motivo per il quale siamo una religione ma non siamo come le altre religioni è che, pur praticando nobilissimi vizi, non pretendiamo che la verità corrisponda assolutamente alla nostra visione: il nostro rapporto con la verità ci rende i religiosi più simpatici del mondo.

Vediamo perché.

Sebbene la nostra fede sia ricca di misteri, sappiamo che il mistero è solo ciò che ancora non si conosce, pertanto la fede cieca è una fede stolta. Per noi non esistono dogmi. Tutte le verità, e le nostre stesse, sono vere solo fino a prova contraria. I concetti di verità e mistero, dunque, esigono molta ironia: non si può non ridere della presunzione di assolutezza.

Siamo tolleranti, quindi, come tutti i religiosi dicono di essere, perché siamo come gli altri religiosi. Ma siamo tolleranti a modo nostro: lo siamo non perché ci ispiriamo a qualche modello di santità o ascesi, bensì perché siamo realistici: potremmo essere intolleranti innanzi agli errori altrui, se persino il Prodigioso ha sbagliato? Ricordate? Non voleva creare il mondo, non voleva crearlo così! È stato un involontario incidente. Lo ha aggiustato come meglio poteva.

Aspettate un momento… Lo ha aggiustato come meglio poteva?

Allora è per questo che i Pirati Pastafariani non vivono di speranza e non attendono miracoli! Sanno che se esistono sbagli, esistono anche… modifiche, rimedi, soluzioni!

Sì, è per questo che intraprendiamo ogni nuovo anno pieni di gioia e di energie: si apre davanti a noi un nuovo tempo di mutamenti e trasformazioni; ciascuno può tentare di cambiare ciò che non funziona. Non abbiate pace, finché non sarete riusciti a fare la vita a voi somigliante! Nessuno è più bello di voi e la vostra esistenza deve essere lo specchio della vostra più autentica bellezza.

Esistono, indubbiamente situazioni avverse, che oggettivamente eccedono la misura del nostro effettivo potere d’azione.

Allora ricordate che, per quanto c’è di irrimediabile, il Prodigioso ci ha dato molte risorse, tra cui il conforto della parola: quando le situazioni ci schiacciano, sono più forti di noi, quando non sappiamo con chi prendercela, possiamo maledirlo e maledire il giorno che si è sbronzato e ha fatto questo guaio che adesso dobbiamo spicciarci! Bestemmiate Dio scotto. Farà benissimo alla vostra salute!

Vedete, noi siamo come le altre religioni e come le altre vogliamo una serie determinata di cose, e tuttavia siamo straordinari, perché non sentiamo la potenza della nostra fede diminuire o vacillare se c’è qualcuno che la critica o la mette in discussione, che usa contro di essa cattive parole: noi non abbiamo alcun bisogno di limitare la libertà di espressione. Ciò mi rallegra profondamente e mi rende fiera del mia vocazione.

Saluto tutta la mia Chiesa, composta di pirati decisi a chiedere per il Pastafarianesimo ciò che concesso ad altri.

Saluto la prediletta ciurma di Pastavium per il sovversivo atto con cui, nel corso della campagna #iampiccante, si sono pronunciati contro il fanatismo e l’integralismo, sposando le imprese dei subvertiser pennedetti.

Saluto la ciurma dei pirati ospitati dalla trasmissione Mediaset “Fuori dal coro” perché hanno lasciato un visibile segno di ironia e tolleranza.

Saluto tutte le pannocchie che promuovono e onorano le infinite ricette d’ammmore.

Saluto la nascente ciurma di Modena e quella di Perugia.

Saluto tutte le pannocchie diffuse in Italia.

Saluto gli artisti, i pensatori, i collettivi, i movimenti, le associazioni e i centri sociali che richiedono ai nostri Ministri di Culto di celebrare pennedizioni per le loro azioni dirette alla bellezza, alla giustizia, alla libertà.

Lo scorso anno ho molto pregato, ho molto arrembato, molto goduto. Quest’anno… farò di più.

Sono lieta che le feste abbiano assicurato, a me e a voi tutti, trastulli e delizie.

Rifocillatevi. Ristoratevi: inizia un nuovo anno di preghiere e arrembaggi! Siano vissuti in volontà vostra e per la libertà di ciascuno.

Ramen!

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