Salmoni Pastafariani – 21. Sesto indizio: Halloween

“E ora dove si va?”

Chi pose la domanda era Governatore, e la domanda al momento non ebbe risposte.

Tutta la Ciurma di Amici si stava guardando attorno, come se sulle vele dovesse apparire improvvisamente scritta la risposta o dal mare spuntare un tritone con un messaggio che li aiutasse col dilemma.

“Il pirata va anche senza vento

cerca l’isola che toglie il Tormento

cerca l’isola che ha la vita rivale

e tutti i giorni festeggia carnevale.”

Insomma, avrete capito che sul Galeone era come fosse sceso un grosso “Boh?”.

“Io so cosa fare in questi casi” disse Buon Pirata, rompendo il silenzio rotto solo dal rumore del vento e dalle onde sulla chiglia.

“Ci si mangia dei buoni spaghetti con le polpette, e confidiamo di avere una risposta Quintariana al quesito.”

Insomma, il Pirata la sapeva sempre più lunga degli altri.

“Tanto è vero che lo dice anche il Quinto Io Preferirei Che: per dare una risposta, il Condimento chiede che non si debba avere lo stomaco vuoto. E ciò vuol dire che avremo qualche intuizione dopo aver mangiato.”

E siccome il più curioso era proprio il Governatore, praticamente si fiondò in cambusa a preparare il pranzo. E non passò molto tempo che per la nave si sparse un buon odore di sugo.

Poi mangiarono, naturalmente Cuccurruccù e Tu Chitti ebbero semi di girasole in abbondanza.

Dopo furono molto allegri, sembrava vedessero i problemi da un’altra angolazione. E mentre Poppenrocke ed Olivetta facevano una gara di ruttini digestivi, Governatore si stese sull’amaca a guardare il cielo e Buon Pirata, con Rosetta al suo fianco, tirava lunghe boccate di fumo dalla sua pipa appoggiato alla murata e guardava assorto il mare.

“Che strana quella nuvola, sembra quasi una maschera. Sembra … uno scheletro.” disse Governatore mentre osservava le nubi in cielo che passavano veloci.

Il nostro Pirata preferito, a quelle parole fece la sua solita faccia di quando gli arrivava un’idea.

“Hai detto scheletro? Eureka! So esattamente dove andare: a New Orleans, tra due giorni è Halloween e ci arriviamo giusti in tempo!”

Buon Pirata parlava agli amici ed i brillanti del vestito si illuminarono di gioia: bene, sarebbero andati nella città perfetta per la festa del 31 Ottobre.

“In Messico chiamano El dìa de muertos i due giorni dopo Halloween” continuò a spiegare il pirata “Cioè il contrario dei viventi. Cerca l’isola che ha la vita rivale dice l’indovinello, ed a New Orleans festeggiano travestendosi come fosse Carnevale. Quindi passeremo la festa a distribuire dolcetti ai bambini ed attenderemo un segno per avere altri indizi.”

Ci fu un coro di “Ahrrr!” da parte di tutti quanti, ed improvvisarono un balletto dalla felicità.

Infine tutti si misero al lavoro per governare la nave. Rotta: New Orleans!

Come previsto da Buon Pirata, arrivarono il 31 Ottobre e la città si stava preparando per la festa della sera, fino a mezzanotte.

Anche i nostri naviganti si stavano preparando. Avevano portato a terra un barile di caramelle e lecca-lecca. Li avrebbero distribuiti ai bambini in maschera, finché li avrebbero finiti.

Prima fecero tappa in una locanda per pregare doviziosamente lo Spaghettoso, e poi si recarono nella via principale dove facevano la sfilata.

Lì c’erano fantasmagoriche maschere di Halloween: fantasmi, vampiri e diavoletti dappertutto. E poi orchestrine jazz in ogni dove e con qualsiasi strumento, anche quelli più improbabili fatti in casa con bidoni e corde.

Il risultato era abbagliante e, poco prima della mezzanotte, la nostra ciurma preferita aveva consumato tutti i dolcetti.

Non solo: quando arrivarono alla fine della via, ebbero il premio come miglior gruppo in maschera. Dissero che “sembravano veri pirati”!

Comunque si era fatto molto tardi e di tornare al Galeone non se ne parlava nemmeno.

Quindi trovarono un posto sull’erba in riva al Mississippi e presero sonno, sognando di Tom Sawyer ed Huckleberry Finn.

Alle prime luci dell’alba, Buon Pirata si alzò e si stiracchiò sbadigliando.

Poi in mezzo al fiume notò una cosa e subito svegliò tutti:

“Sveglia! Una novità, guardate in mezzo al fiume, c’è un’isola. Deve essere quella indicata dall’indovinello.”

“Già, ma come ci arriviamo? Il fiume è immenso, a malapena si vede l’altra riva.” chiese Olivetta ancora insonnolita “Ci vorrebbe una barca e qui non ne vedo.”

“Una barca? Ma abbiamo un galeone intero!” rispose Governatore.

In fretta e furia ritornarono al porto, slegarono Galeone e governarono la nave sino al delta e su per il maestoso fiume navigabile, fino all’isolotto.

Anche lì scesero dopo aver ancorato per bene Galeone. Visitarono l’isolotto al suo interno, dove c’era uno spiazzo.

Cominciava ad imbrunire, quando si alzò una nebbiolina.

All’improvviso una figura mantata sembrò sbucare dalla vegetazione e dalla bruma e non toccare il terreno mentre avanzava.

Si avvicino a Poppenrocke e gli consegnò qualcosa.

Poi sparì.

“Chi era?” chiese Poppenrocke “Che ti ha dato?”

“Non so chi fosse” rispose l’attrice “mi sembrava fosse qualcuno che conosco ed a cui voglio molto bene. Ma aveva ancora il costume di Halloween. Una maschera da scheletro.”

Poi dette a Buon Pirata quello chel aveva ricevuto dalla figura mascherata.

“La noce di cocco con la X nera ed il sorriso giallo!” esclamò lui “Vediamo se c’è il biglietto e se c’è una carta con l’indovinello:”

Infatti era proprio così, e c’era scritto:

“Nulla dell’Isola come nessuna.

Finora annusate solo profumo

suo; non disperate della fortuna:

Or la cerca volgetela al fumo.”

Si stava facendo buio. Era tempo di tornare sulla nave.

Prima di tutti in testa alla fila c’era Buon Pirata, che pensava allo strano personaggio incontrato.

Sorrideva. Avrebbe giurato di aver visto qualcosa sotto la maschera, come uno spaghetto.

Da quel giorno si disse: “Osserva bene la maschera: sotto batte un cuore pirata.”

Ramen.

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