Salmoni Pastafariani – 22. Settimo indizio: La ciurma si svela

Dopo l’incontro con la strana maschera, sul galeone regnava una pace assoluta. Si stavano allontanando dalla costa, ancora senza una meta precisa.

Come al solito l’indizio nascosto nell’indovinello li stava mettendo a dura prova.

“Nulla dell’Isola come nessuna.

Finora annusate il profumo

sol, non disperate della fortuna:

Or la cerca volgetela al fumo.”

Buon pirata non disperava, però. Avrebbero sicuramente avuto l’ispirazione giusta, bastava aspettare.

Così si accese la pipa, e subito lo avvolsero spire di fumo che giocava col vento.

Anzi, quasi sembrava correre davanti alla nave.

Come ad indicare la rotta da seguire.

Il Pirata si erse di scatto e consultò la mappa.

“Or la cerca volgetela al fumo” ed il fumo volgeva a Sud-Est.

Deciso! La rotta doveva volgere al fumo, a Sud-Est. Ed in quella direzione c’era Cuba, l’isola dei sigari. Ed i sigari facevano fumo: tutto combaciava.

Quindi comunicò alla ciurma cosa aveva scoperto, e tutti furono d’accordo e sollevati: avevano una rotta, avevano una meta.

“Allora andiamo all’Avana?” chiese Governatore “Posto difficile, in questi anni difficili.”

“Animo.” rispose sorridendo Buon Pirata “Se esiste un posto dove applicare il Sesto Condimento, è proprio quello: chi meglio dei cubani ha cercato di non erigere templi milionari e provato a sconfiggere la povertà, curare le malattie, vivere in pace, amare con passione e ridurre il prezzo delle pay-Tv?”

Governatore volse lo sguardo all’orizzonte:

“La miseria a cui erano condannati, quella sì andava contro qualsiasi Condimento. E la forza che hanno dimostrato in tanti anni, quella sì che merita il migliore dei Paradisi.”

Mai attraversata fu tranquilla come quella. La brezza gentile gonfiava le vele e Galeone fendeva le onde quasi con strafottenza.

Così passarono i giorni, tutti indaffarati a badare alla nave, perché va curata costantemente come una vecchia amicizia, come un ideale.

Tu Chitti, il pappagallo dalla vista incredibile, fu il primo, dalla coffa, ad avvistare terra.

Svolazzò per la nave urlando “Terra! Terrra!” e tutti al suo passaggio gli battevano le mani.

Così lentamente si avvicinarono. Finalmente calarono le ancore nella sua famosa baia, teatro di avventure, saccheggi e combattimenti. Furono impressionati dalle Tre Fortezze a guardia del Porto, la storia della città.

E poi sbarcarono, eccoli arrivati all’Avana.

Subito si avviarono per La Habana Vieja, non sapevano ancora perché, ma sembrava la strada giusta da percorrere.

Allora attraversarono il Centro dell’Avana e praticamente quasi sbatterono addosso al Granma.

Buon Pirata guardava a bocca aperta, perché ebbe una visione di un giovane comandante con un basco nero in testa ed il sigaro in bocca che scendeva dalla barca.

E dietro a lui giovani eroi, pronti a donare la vita pur di liberare la propria terra.

Ed un altro comandante barbuto fece uscire la testa da un carro armato.

Tutti si scossero e proseguirono.

Solo Buon Pirata si attardò, perché per la prima volta vide la sua ciurma. Probabilmente la benda sull’occhio cominciò a funzionare proprio allora, perché davanti a sé non camminavano più gli stessi che lo accompagnarono nelle sue ultime avventure.

La cagnetta Rosetta era una snella ragazza bionda con la bandana rossa ed una fascia rosa che gli cingeva i fianchi. Il pappagallo Tu Chitti era un forte pirata vestito di sette colori. Il Tucano Cuccuruccù era un mozzo agile e scattante. E Governatore, beh, era sempre Governatore, l’altra metà di Buon Pirata, su di lui aveva sempre contato.

Dopo un momento di impasse, il mozzo si voltò e lo chiamò:

“Capitano, dobbiamo andare avanti. Coraggio.”

Allora il Pirata sembrò scuotersi, si terse la fronte e sistemò il tricorno.

Quando giunsero nella parte vecchia della città, si fermarono e si guardarono attorno.

Buon Pirata scorse del fumo uscire da una finestrella socchiusa dalla persiana.

Si avvicinò e cercò di guardare all’interno.

Subito uscì una mano di vecchio che gli porse un oggetto tondeggiante. Senza una parola, lo prese a sé e lo portò a far vedere alla sua ciurma.

Era la noce di cocco di nostra conoscenza, X nera e sorriso giallo. Dentro una pergamena con un verso:

Immaginate, la distanza è poca

Ma l’Isola è quello che tu ti senti

Pochissimo pane e poca tapioca

Tu devi cercare i morti viventi.

Buon Pirata, improvvisamente sentì mancargli le forze. Ma i suoi amici lo presero sotto braccio, e lentamente tornarono al porto dove avevano lasciato la scialuppa.

Infine tornarono alla nave, dove finalmente misero a riposare il Pirata.

Da quel giorno si disse: “Ogni viaggio che farai porterà via un poco di te, ma peggio è non muoversi.”

Ramen.

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