La nuova normativa sulle invocazioni del distretto dell’Alaska apre la strada a oratori satanisti e pastafariani

Tradotto da: Alaskan Borough’s New Invocation Rule Leads to Satanist and Pastafarian Speakers di Hemant Mehta

Nota della redazione: prima di ciascuna riunione dell’Assemblea del Distretto dell’Alaska è norma recitare un’invocazione religiosa, affinché la divinità chiamata in causa vegli sull’operato dei membri dell’organo di governo locale.

Negli ultimi due anni, la Assemblea del Distretto della Penisola di Kenai in Alaska non è riuscita a capire come gestire la questione delle invocazioni.

A un certo punto nel 2016, quando le invocazioni erano aperte a chiunque, una satanista ne concluse una con la frase “È fatta. Ave, Satana.” Da allora la politica è cambiata. I relatori sarebbero stati scelti unicamente da una “associazione religiosa approvata dall’Assemblea” … il che nei fatti ha ostacolato i gruppi di minoranza che non possono permettersi una sede fisica o che svolgono le loro attività principalmente online: satanisti, atei e simili.

Alla fine fu intentata una causa legale, e lo scorso ottobre il tribunale si pronunciò contro l’Assemblea – come avrebbe potuto prevedere qualsiasi avvocato – ma l’Assemblea ha risposto con un paio di mosse sensate. Ha deciso di non appellarsi alla decisione, il che è positivo poiché avrebbe perso. Ha inoltre allentato la regolamentazione sull’invocazione in modo che i rappresentanti di qualsiasi gruppo possano tornare ancora una volta a parlare. Tutto ciò che i candidati devono fare ora è presentare una richiesta scritta.

Ora sembra che i non cristiani abbiano sfruttato appieno questa opportunità per il 2019.

Secondo il sito web dell’Assemblea, 19 dei 20 posti per l’anno sono già stati riempiti – dai, atei, qualcuno prenda l’8 ottobre! – e gli oratori includono un mix di insoliti sospetti:

“Le persone hanno iniziato a presentare le loro richieste subito dopo l’adozione della risoluzione” ha dichiarato l’impiegato del distretto Johni Blankenship. Quasi tutti i 20 posti per il 2019 sono riempiti. Tra le persone che si sono prenotate per parlare: un “non credente”, un baha’i, dei pastori cristiani, un Wiccano, un Pastafariano – ovvero un membro della Chiesa del Prodigioso Spaghetto Volante – e altro ancora.

C’è un gruppo abbastanza interessante di personaggi, e sembra che sia una maggioranza non cristiana per quanto posso dire”, ha detto Willy Dunne, un membro dell’Assemblea che rappresenta la penisola del sud. “È diventata un po’… un’area di dibattito su ciò che dovrebbe essere un autentico credo, una preghiera, per iniziare l’incontro.

Nella lista c’è Iris Fontana … che è anche la satanista che ha detto: “È fatto. Ave, Satana.” Tornerà per ripetere la performance.

Barrett Fletcher, il Pastafariano in lista (che è anche un satanista), ha dichiarato che preferirebbe che non ci siano invocazioni in generale. Ma se la porta è aperta, lui la attraverserà.

Non crede che la religione abbia “alcun diritto di essere nel dibattito pubblico”. Ha intenzione di aprire con delle critiche il discorso di settembre ma spera che non si arrivi a questo.

“L’obiettivo in definitiva è quello di abolire le invocazioni”, ha detto Fletcher.

E, naturalmente, uno dei cristiani della lista è estremamente turbato dal fatto che a certe persone sia permesso fare esattamente quello che lui di solito fa.

Anche Keith Hamilton, presidente dell’Alaska Christian College di Soldotna, è sulla lista per fare un’invocazione l’anno seguente. Si è dichiarato contento che le invocazioni stiano continuando, ma deluso dalla nuova politica.

“Lasciandole aperte a qualsiasi cittadino della Penisola lascia per alcuni aperta…l’idea che potrebbero essere usate impropriamente”, ha dichiarato, intendendo che le persone potrebbero usare le invocazioni come un’opportunità per fare dichiarazioni politiche.

Oh per favore. Quello che lui fa invocando Gesù è una questione altrettanto importante di chiunque altro invochi la politica. Se la cosa non gli piace, può chiedere all’Assemblea di eliminare definitivamente le invocazioni.

Ma forse questo è ciò di cui la comunità ha bisogno. Se non riescono a gestire un gruppo eterogeneo di oratori, dovrebbero smettere di sprecare il loro tempo e mettersi al lavoro. Sarebbe anche giuridicamente accettabile.

A proposito, all’inizio del mese scorso ha recitato un’invocazione Willy Dunne, lo stesso membro dell’assemblea che ha dichiarato che le invocazioni del 2019 sarebbero per lo più non cristiane. È un membro dei Last Frontier Freethinkers e anche lui è stato appena eletto nell’assemblea in ottobre.

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Educazione Pastafariana #1 – Buone Feste ai Colleghi Presidi

Il Pastafarianesimo è una religione scientifica.

Per quanto possa sembrare paradossale questa affermazione, l’atto di fede di un Pastafariano è effettivamente valido fino a prova contraria.
L’educazione, come processo attraverso il quale sviluppare il senso critico necessario ad ogni buon Pastafariano, ha quindi per noi grande valore, e siamo sempre molto attenti alle vicende che riguardano il mondo della Scuola in Italia.

Anche noi abbiamo la nostra scuola: il Corso di Cotechismo tenuto dal severo Priore di Roma.
In questa nuova rubrica “Educazione Pastafariana” la Preside del Corso, Avocada Orecchietta Strozzapreti dei Sette Ricci, tenterà quindi di dare una prospettiva piratesca sul complesso e multiforme mondo dell’istruzione in Italia.

La rubrica analizzerà usi e costumi della scuola italiana e commenterà avvenimenti di attualità. Ma soprattutto guiderà con utili ricette insegnanti e dirigenti scolastici, affinché abbiano gli utensili per farcire le giovani menti con la fede pastafariana e renderli pronti per frequentare il nostro Corso di Cotechismo.

Ma iniziamo in modo galante, con gli auguri ai colleghi Dirigenti per la pausa delle Feste.
Un periodo dove tirare il fiato da polemiche e dissidi, pregare intensamente il Prodigioso Spaghetto Volante e tornare carichi al lavoro.

Buona visione!

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L’apparizione della Missionaria

scritto dopo estasi ebbra da Pappa Scialatiella Piccante I e Capitana Pastasciutta


Nonostante il VI raduno nazionale fosse dedicato alla blasfemia, molti eventi sacri e spirituali si sono consumati durante quei giorni.

I pirati, dediti agli spirituali sollazzi, hanno condiviso pregevoli diari di bordo. Tra le memorie più significative, vi è la narrazione dell’Olionese, che descrive una notte davvero indimenticabile, quella in cui il pastafarianesimo, al pari di tante religioni diffuse nel mondo, ha vissuto un’esperienza di delirio collettivo, prodigiosamente allineato a un anniversario notevole: quello della morte di Teresa di Calcutta, da molti reputata santa e canonizzata giusto un anno fa da Papa Francesco.

È accaduto, durante una seduta spiritica (tale espressione per i pastafariani è da intendersi come “seduta etilica”), che lo spirito della donna sia apparso ai presenti, invocato a pieni polmoni da Chiara Sandokan dopo avere sbattuto il mignolino contro la gamba del tavolo disseminato di boccali vuoti.

Ispirati dagli Otto Condimenti e resi aperti di mente dal tasso alcolico conquistato e alimentato durante il giorno, i pirati maggiormente rapiti da ebbrezza mistica hanno colto l’opportunità di porgere al fantasma qualche domanda.

Nel suo estremo candore, il primo pirata a rompere lo sconcerto è stato Cappelletto in Brodo, il quale con un sorprendente senso di pertinenza ha domandato: «Mi scusi… Madre Teresa… ma come mai ha scelto proprio un raduno pastafariano per comunicare post-mortem?»

Lo spettro di Teresa ha prontamente risposto:

«È vero, la scelta più facile sarebbe stata di comunicare attraverso Radio Maria: le mie parole sarebbero arrivate immediatamente in ogni angolo del mondo, forti chiare e senza interferenze. Ma le Vie del Signore sono infinite e misteriose: anche questa volta come per tutta la mia vita non ho fatto altro che obbedire a una Forza Superiore».

Mastro BarbaSpiedo, pirata di provata tolleranza, ha cercato di vedere del buono nella donna ormai defunta e ha dichiarato l’ammirazione che la CPI riserva ai religiosi di altri culti che si impegnano contro le ingiustizie. Quindi ha voluto conoscere in che modo, in vita, ella ha lottato contro di esse.

Ed ecco che Teresa ha sconvolto gli ingenui pirati con la prima rivelazione:

«Le ingiustizie sono tutto ciò che va contro la giustizia, e la radice di ogni ingiustizia, di ogni male, è l’aborto. E la contraccezione, che è la stessa cosa.

Noi che stiamo qui, i nostri genitori ci hanno voluti. Non saremmo qui se i nostri genitori non lo avessero fatto. I nostri bambini li vogliamo, li amiamo, ma che cosa è di milioni di loro? Milioni muoiono deliberatamente per volere della madre! E questo è ciò che è il grande distruttore della pace oggi. Perché se una madre può uccidere il proprio stesso bambino, cosa mi impedisce di uccidere te e a te di uccidere me? Nulla.

Ho combattuto aborto e contraccezione con le adozioni, ho salvato migliaia di vite, ho inviato messaggi a tutte le cliniche, gli ospedali, le stazioni di polizia: “Per favore non distruggete i bambini, li prenderemo noi. Abbiamo parecchie ragazze madri. Dite loro di venire: Noi ci prenderemo cura di voi, prenderemo il vostro bambino, e troveremo una casa per il bambino».

I pirati si guardavano tra loro attoniti: e la libera scelta? E la possibilità di decidere della propria vita riproduttiva? L’importanza di considerare la sessualità anche in termini di affettività e piacere, oltre che di riproduttività?

Ecco che Mona Stappista, piratessa così sensibile ai bisogni sociali, domanda: «Aspetti… E i poveri, i lebbrosi? Mi scusi… Non è per questo che ha speso le sue energie umane?»

Lo spettro della defunta Madre sbianca e arrossisce:

«Ehm… beh… sì ma… in realtà… la povertà, la sofferenza, la fame non sono ingiustizie, e quindi non vanno combattute. Esse sono lo specchio dell’amore di Dio.

I poveri, gli affamati, i malati, i lebbrosi sono l’immagine dell’amore di Cristo. E come tali vanno accolti. Sono il nostro passaporto per il Paradiso, perché Gesù è l’affamato, il nudo, il senza casa, l’ammalato, il carcerato, l’uomo solo, l’uomo rifiutato e dice: “L’avete fatto a me”.

E Gesù è affamato del nostro amore. Solo questa è la fame dei nostri poveri, che solo Dio può saziare. Noi raccogliendoli dalla strada, e facendo sì che muoiano in grazia di Dio soddisfiamo il loro unico bisogno reale. La povertà non è un’ingiustizia, ma specchio in terra della sofferenza di Cristo, quindi non va corretta».

MozzoManica Al Castoro, Scardinale prodigo nell’accoglienza degli immigrati, non credeva alle sue orecchie: «Ma come, scusi? Non accudiva i malati? I poveri? Non li curava?»

Madre Teresa incalza:

«Chi siamo noi per opporci alla volontà di Dio? Quando Gesù ha voluto che qualcuno guarisse, lo ha fatto guarire senza cure.

Lo abbiamo letto molto chiaramente nel Vangelo: “Amatevi come io vi ho amato, come io vi amo, come il Padre ha amato me così io amo voi”. E il Padre lo ha amato tantissimo, tanto da donarcelo e lasciare che lo torturassimo, lo frustassimo, lo pugnalassimo, gli sputassimo addosso, lo crocifiggessimo.

Quindi quando ci amiamo noi, noi pure dobbiamo donarci gli uni agli altri finché non fa male. Non è abbastanza dire: “Amo Dio, ma non amo il mio prossimo”. Come puoi amare Dio che non vedi se non ami il prossimo che vedi e che tocchi? Così è molto importante per noi capire che l’amore, per essere vero, deve fare male. Ha fatto male a Gesù amarci, gli ha fatto male.

Chi siamo noi per sfuggire al male usando antidolorifici o per sfuggire alle infezioni usando delle elementari norme igieniche? Forse hanno disinfettato Gesù prima di inchiodarlo? La sofferenza ci avvicina a Dio, al suo amore…»

Pappa Scialatiella Piccante I non può fare a meno di notare, alquanto perplessa, che tali argomenti potrebbero essere letti da un altro punto di vista: Gesù liberava le persone dalle malattie e si preoccupava che venisse offerto loro cibo, ovvero Gesù dava molta importanza al corpo e, in punto di morte sulla croce, avrebbe francamente evitato di assaporare il gusto straziante di quel calice… Ma mentre la Pappessa si dilungava, come suo solito, su pure quisquilie teologiche, Capitana Pastasciutta poneva la domanda cruciale: «Anche lei ha rinunciato alle cure e si è goduta l’estetica del dolore quando è stata malata?»

Dopo qualche minuto di silenzio, lo spettro ha recuperato la favella:

«Io ho sempre fatto il volere di Dio: il suo volere era che rimanessi su questa terra il più a lungo possibile, per permettere a più persone possibile di morire in grazia di Dio e arrivare in Paradiso. In questo caso le cure all’avanguardia nelle più moderne cliniche statunitensi sono servite a prolungare il mio servizio per la gloria del Signore».

Mari dei Sette Mari, decisa a trovare qualcosa che lasciasse conforto ai pirati sconvolti, chiede: «Ma almeno mi dice quanti ospedali ha costruito?»

Teresa di Calcutta dichiara di averne costruito uno solo.

Il Priore di Roma sobbalza dalla sedia: «Uno solo??? E con quanti posti?»

Teresa risponde:

«Una quarantina».

A quel punto la Pappessa è troppo curiosa: «Mi perdoni, madre… A cosa le sono serviti tutti quei soldi???»

Lo spettro spiega con una certa contentezza di aver costruito case di accoglienze e conventi:

“i malati li accogliamo, mica li curiamo. Lo ha detto anche il Lancet. Si informi”.

Fra Bernardo de la Fiasca non si capacita: «A che servono tutti ‘sti conventi???»

Subito la santa donna defunta informa i presenti:

«Ad accogliere i poveri i malati e soprattutto le ragazze madri, che speriamo aumentino sempre di più perché questo vorrebbe dire che abbiamo vinto la nostra battaglia contro contraccettivi e aborto».

Il Priore sente la necessità di approfondire: «Cioè… Tutto il mondo le ha dato soldi per ospedali e lei li ha spesi per conventi???»

Teresa di Calcutta non si sottrae:

«Tutto il mondo mi ha dato soldi perché lavoro per la Pace: mi hanno dato anche il Nobel! E la pace si costruisce combattendo l’aborto».

Il Beverendo Gnocchetto Shardana, che fino a quel momento aveva taciuto cercando di venirne a capo, dichiara con grande umiltà: «Non colgo il nesso, ma mi dice chi erano i suoi più generosi finanziatori, giusto per ringraziarli di questo prezioso contributo?»

Ed ecco che i pirati non riescono più a sorseggiare un goccio di sacra bevanda: tra i finanziatori figurano dittatori di fama internazionale.

Robin Food squarcia l’attonito silenzio, forse rintracciando opportunità di scoop per l’Osservatore Pastafariano: «Possibile che mentre lei era in vita nessuno dava queste informazioni?»

Teresa ammette che qualcuno c’era:

«Un tizio inglese molto arrogante, Christopher Hitchens. Mica per niente era ateo. Ha scritto un libro, La Posizione della Missionaria, pieno di accuse. Che rosicone!»

Corsara Ciambella, piratessa attenta allo studio e alla precisione nelle ricostruzioni, esclama: «Chissà se in Italia sia mai arrivato…»

Con grande stupore di tutti è Teresa stessa a dire che in Italia il libro è distribuito da Minimum Fax.

Robin Food è nuovamente meravigliato: «Come è possibile non sia diventato un bestseller!»

Con una risatina compiaciuta, la vecchina risponde:

«Anche questa volta Dio ha provveduto, chiamandomi a sé proprio il giorno in cui è uscito il libro. Cosa di cui ovviamente nessuno si è accorto».

Irrompe nella stanza Capitan Pastelli. Colpito dalla sua beltà lo spettro vacilla. Vorrebbe fare un giro in Pappamobile con lui, ma lo Scardinale risponde: «La Pappamobile… eh, non posso dargliela. PROPRIO oggi è finita dal meccanico».

Giampietro Belotti, il Casoncello dell’Illinois, aggiunge: «Il meccanico sono io».

Quanto vorrebbe resuscitare adesso, la cara Madre Teresa di Calcutta, ma… non c’è nessun Cristo che l’ascolti.


Epilogo

Sconvolti dalle rivelazioni dello spirito della santa, appena i pirati si sono ripresi dai fumi della preghiera sono andati alla ricerca di documenti che smentissero le parole udite. Ebbene, non hanno trovato esattamente ciò che cercavano:

https://www.nobelprize.org/nobel_prizes/peace/laureates/1979/teresa-acceptance_en.html

http://www.catholicnewsagency.com/resources/abortion/catholic-teaching/blessed-mother-teresa-on-abortion/

Fox, Robin (1994). “Mother Teresa’s care for the dying”. The Lancet344 (8925): 807–808. doi:10.1016/S0140-6736(94)92353-1

http://www.catholicnewsagency.com/resources/life-and-family/natural-family-planning-nfp/what-did-mother-teresa-say-about-nfp/

http://www.lanuovabq.it/mobile/articoli-ogni-persona-rappresenta-cristo-il-segreto-di-madre-teresa-17287.htm

http://www.huffingtonpost.it/2016/09/04/lato-oscuro-madre-teresa_n_11858342.html

http://www.huffingtonpost.com/krithika-varagur/mother-teresa-was-no-saint_b_9470988.html

http://temi.repubblica.it/micromega-online/madre-teresa-non-era-una-santa/

http://www.srai.org/mother-teresa-where-are-her-millions/

https://www.ewtn.com/New_library/population.htm

http://indiafacts.org/mother-teresa-eichmann-calcutta/

http://www.patheos.com/blogs/daylightatheism/2008/05/mother-teresa/

http://www.stirjournal.com/2014/07/21/living-and-working-with-the-missionaries-of-charity/

http://sallywarner.blogspot.it/

Christopher Hitchens: Hell’s Angel (sub ITA)

Christopher Hitchens, La Posizione della Missionaria, Ed. Minimum Fax https://www.minimumfax.com/shop/product/la-posizione-della-missionaria-1167

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la Pugna Pirata

Rappresentazione pittorica di Ruggero il Vecchio, leggendario Maestro di Pugna Pirata
Rappresentazione pittorica di Ruggero il Vecchio, leggendario Maestro di   “Pugna Pirata”

-Conosci te stesso- Socrate, “Gnòthi seautòn” V sec a.C.

-Per conoscere se stessi è necessario conoscere gli altri- Miyamoto Musashi, “Il libro dei cinque anelli” (1642)

-La conoscenza del prossimo ha questo di speciale: passa necessariamente attraverso la conoscenza di se stesso- Italo Calvino, “Palomar” (1983)

Ahrrr everybody, pirati e aspiranti! Bencapitati sulla prima lezione mai pubblicata dell’antichissima e segretissima arte marziale pastafariana nota a pochi (segretissima, giust’appunto) come “Pugna Pirata” (abbreviato PP), che oggi, visto l’avanzamento dei cambiamenti climatici, noi (?) maestri detentori del segreto, ed io Capitan Pesto in particolare, abbiamo deciso di divulgare nella speranza che il PSV, vedendoci pirateggiare con stile ed efficacia, decida di smettere di giocherellare col fornello.

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