Educazione Pastafariana #1 – Buone Feste ai Colleghi Presidi

Il Pastafarianesimo è una religione scientifica.

Per quanto possa sembrare paradossale questa affermazione, l’atto di fede di un Pastafariano è effettivamente valido fino a prova contraria.
L’educazione, come processo attraverso il quale sviluppare il senso critico necessario ad ogni buon Pastafariano, ha quindi per noi grande valore, e siamo sempre molto attenti alle vicende che riguardano il mondo della Scuola in Italia.

Anche noi abbiamo la nostra scuola: il Corso di Cotechismo tenuto dal severo Priore di Roma.
In questa nuova rubrica “Educazione Pastafariana” la Preside del Corso, Avocada Orecchietta Strozzapreti dei Sette Ricci, tenterà quindi di dare una prospettiva piratesca sul complesso e multiforme mondo dell’istruzione in Italia.

La rubrica analizzerà usi e costumi della scuola italiana e commenterà avvenimenti di attualità. Ma soprattutto guiderà con utili ricette insegnanti e dirigenti scolastici, affinché abbiano gli utensili per farcire le giovani menti con la fede pastafariana e renderli pronti per frequentare il nostro Corso di Cotechismo.

Ma iniziamo in modo galante, con gli auguri ai colleghi Dirigenti per la pausa delle Feste.
Un periodo dove tirare il fiato da polemiche e dissidi, pregare intensamente il Prodigioso Spaghetto Volante e tornare carichi al lavoro.

Buona visione!

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In nome del Presepe!

LETTERA
Cara piratessa,

sono un vostro simpatizzante e ti scrivo davvero non allo scopo di fare polemica, ma proprio di condividere dubbi. Mi chiedo se non siate troppo severi.
Anche io come voi sono favorevole a uno Stato laico, eppure una sorta di romanticismo mi impone di interrogarmi se è giusto o necessario che le scuole evitino di allestire i presepi o di intonare canti di Natale in rispetto dei bambini non cattolici presenti nelle scuole.
La religione è un aspetto culturale come un altro e così come ci sono tradizioni letterarie o musicali prevalenti, esistono religioni prevalenti, a seconda delle epoche e dei luoghi.
Davvero non trovi che sia giusto illustrare ai bambini l’esistenza e i contenuti della tradizione religiosa del loro paese? E non è giusto che i bambini di altre nazionalità ne siano a conoscenza, proprio per integrarsi meglio?
Non riesco a capire dove sia il problema. I commenti lasciati su facebook non mi aiutano a comprendere.

Spero di non risultare antipatico….

[lettera anonima]

RISPOSTA

Caro amico,
non sei antipatico. Abbiamo delle cose in comune!

Anche io amo le tradizioni popolari. Amo il presepe, ad esempio, molto più che l’albero. Il presepe napoletano è ricco di personaggi, spesso satirici. Come potrei rinunciarci? Non solo. Ogni anno, faccio il possibile per partecipare alla Madonna delle Galline, una tradizione religiosa molto sentita nella mia zona. Ne sono da sempre affascinata, ha sentore di antico nella misura in cui mescola sano e profano. La tamurriata è una danza trascinante e impetuosa. Come potrei rinunciarci?
Verso le religioni, quindi, animata da una passionale formazione umanista, ho una forte curiosità antropologica. Anche a me piace che siano conservate le tradizioni: intorno ad esse, pietanze, musiche, balli, dialetti si tramandano, generando cultura e identità locali.
Tuttavia ti invito a riflettere sulla reale funzione della scuola. Approfondisci

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